Come Dinamic Service è cresciuta anche nei tempi bui

Dinamic Service in Crescita
Chi avanza e chi arranca
Così siamo cresciuti anche nei tempi bui

Intervista a Mirko Basilisco, Responsabile Commerciale di Dinamic Service Srl, a cura di Lorenzo Dolce.

Innovazione e ricerca, soluzioni concrete al cliente, collaborazioni con aziende e università.” Mirko Basilisco, responsabile commerciale della Dinamic Service – realtà di Spoltore che si occupa di Packaging su misura, progettazione, stoccaggio e logistica – sintetizza la ricetta che ha consentito all’azienda di crescere anche negli anni più bui.

In numeri, quanto è cresciuta l’azienda?

“Siamo nati nel 2006 e in undici anni siamo passati da 12 persone ad oltre 80. Al momento contiamo 74 dipendenti e 8 impiegati. Il nostro fatturato quest’anno si aggira attorno ai 3,5 milioni di euro, dato che, dall’apertura, è sempre cresciuto costantemente, anche nei momenti più difficili per l’economia.”

Quali sono gli elementi che ritiene fondamentali per crescere anche in tempo di crisi?

Innovazione e ricerca. L’innovazione è importantissima ed è alla portata di tutti. Noi la promuoviamo da sempre, ma c’è da dire che per un imprenditore di vecchio stampo non è facile innovare. La nostra è un’azienda giovane, l’età media è di circa 40 anni, e quindi non abbiamo problemi. Anche la ricerca è fondamentale ed è un altro elemento alla portata di tutti, ma molti, spesso, la ignorano.
Nel nostro caso sono importanti anche il fattore umano e le relazioni all’interno dell’azienda: siamo una grande famiglia e questa impostazione ha dato i suoi frutti.
Bisogna invece evitare di cedere alla paura che frena gli investimenti e molto spesso impedisce di agganciare la ripresa. Certo, camminiamo con i piedi per terra, ma non abbiamo paura.”

Quanto sono importanti le collaborazioni con altre aziende o con le università?

“Importantissime: noi abbiamo assunto quattro ragazzi nell’ambito di una collaborazione con l’università e i risultati sono stati ottimi. C’è però che a favorire questi percorsi sono Confindustria e gli stessi imprenditori, mentre i progetti non partono mai dagli atenei.”

Qual è per voi il valore aggiunto?

“Abbiamo trovato l’innovazione nel rilanciare per i clienti i prodotti che soffrono. Se un prodotto non vende più, noi troviamo l’alternativa, reinventiamo il packaging, studiamo una promozione, per far sì che torni ad essere accattivante.”

Che tipo di clienti avete?

Dalle piccole aziende, come un ragazzo di Spoltore che ha creato un gioco e per cui facciamo 10 confezioni al mese, alle multinazionali, come Fater, per cui produciamo fino a 150 milioni di pezzi al mese.”

E per il futuro?

“Stiamo valutando di aprire un’altra sede al Nord o di ingrandirci al Centro.”

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