Ecco a voi il packaging alimentare: sostenibile e innovativo

Sprechiamo molto, moltissimo, soprattutto in casa. E proprio per dichiarare guerra aperta allo spreco di cibo si continuano a studiare nuovi tipi di packaging alimentare, in grado di assicurare sostenibilità e modalità di conservazione innovative.

Sono quasi 9 miliardi gli euro che finiscono ogni anno nella spazzatura italiana. In cima alla classifica, secondo una ricerca, ci finiscono i cibi freschi come frutta, verdura e formaggi.

Il packaging alimentare anti spreco ha, dunque, un ruolo importantissimo in questa catena: ovvero quello di allungare la vita del cibo e, al tempo stesso, fornire informazioni dettagliate sui prodotti. Tecnologie, però, che devono anche risultare economiche e, almeno per il momento, non lo sono. E l’Italia, purtroppo, è tra le nazioni che non ancora aggancia questa opportunità anche se i sacchetti ultraleggeri per ortofrutta compostabili sono diventati già una realtà.

Partiamo da un primo punto: quello del packaging attivo. Questo tipo di confezionamento interagisce con il cibo contenuto modificandone i tempi di conservazione e assicurandone la conservazione.  Sul piano pratico questo tipo di packaging alimentare è in grado di ritardare i tempi di maturazione di frutta e modificare le condizioni di conservazione per verdura e in genere per tutti i prodotti freschi. I contenitori sono studiati per assorbire ossigeno o eliminare l’umidità. L’utilizzo delle bioplastiche ricavate dallo scarto vegetale ha portato alla ribalta speciali polimeri come l’acido polilattico.

Per ciò che riguarda il mondo del packaging alimentare sostenibile vengono usate Bioplastiche creati da scarti dell’ortofrutta e in particolare dei carciofi. Altri tipi di green packaging vengono creati con fibre grezze ricavate dagli scarti di ananas, cocco e funghi. Materiali, in sostanza, che si possono consumare insieme al prodotto che contengono eliminando completamente il rifiuto.

Non solo confezionamento, dunque. Il nuovo packaging avrà nel suo fulcro anche ricerca, sostenibilità, sviluppo, innovazione e, soprattutto, voglia di green!

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