Packaging: arriva la "social plastic" grazie alla blockchain

Il nuovo packaging è frutto di una ricerca e di una volontà di portare sul mercato un’idea innovativa di confezionamento. Si chiama “Social plastic” e altro non è che un materiale ottenuto dagli scarti in plastica trovati in mare o sulle spiagge. Materiale che, una volta recuperato, viene consegnato ai centri di raccolta Plastic Bank prima di finire nell’oceano.

Plastic Bank, dunque, punta a ripulire il pianeta dai rifiuti plastici trasformandoli in una moneta di scambio. David Katz e Shaun Frankson, co-fondatori della società canadese nata nel 2013, hanno allestito centri di raccolta di plastica nelle aree povere del mondo. La società garantisce la conversione degli scarti in una moneta che può essere utilizzata per accedere a corsi di formazione o per usufruire di strumenti e attrezzi da lavoro. La conversione è basata su un tasso di cambio di 40 centesimi di dollari al chilo e può avvenire nei centri o essere ordinata a catalogo.

Il sistema ha il suo fulcro in un’applicazione bancaria realizzata con Ibm e che sfrutta la tecnologia blockchain. Plastic Bank ha avviato la fase di test ad Haiti, nelle Filippine, in Brasile e in Sudafrica. Territori in cui in 60 anni sono stati prodotti 8 miliardi e 300 milioni di tonnellate di plastica. Di questi 6,3 miliardi sono diventati uno scarto. A dirlo l’University of Georgia.

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