Quale ruolo gioca il packaging rispetto ai cambiamenti climatici?

A porsi la domanda “Forest For Future”, associazione senza scopo di lucro che promuove la tutela, la valorizzazione e la salvaguardia delle foreste primarie, che ha organizzato una tavola rotonda con l’obiettivo di approfondire le enormi potenzialità derivanti da un ripensamento del ciclo di vita del packaging.

Tre i pilastri sui quali poggia l’economia circolare: riduzione dei consumi, riciclo e riutilizzo. Che ruolo può giocare il packaging e, soprattutto, che soluzioni può adottare rispetto all’obiettivo della riduzione dell’impatto sui cambiamenti climatici?
“L’emergenza climatica ci vede ormai tutti protagonisti” spiega Francesco Bertolini, Presidente dell’Associazione Forest For Future. “Siamo chiamati ad affrontare la questione in maniera proattiva – aggiunge – ripensando tutti processi, a partire da una progettazione che tenga conto fin dall’inizio del ciclo di vita del packaging stesso in quanto prodotto. La posta in gioco è alta ed è importante che realtà che hanno sviluppato competenze, conoscenze e reti nell’ambito della sostenibilità e dell’economia circolare collaborino e promuovano una visione estesa della responsabilità sociale d’impresa.”

I temi sono stati affrontati in una tavola rotonda dal titolo “Sustainable packaging and conservation” tenutosi il 6 dicembre scorso nella Room Vienna nell’ambito della COP24. Hanno partecipato, inoltre:

  • Andrea Di Stefano, responsabile progetti speciali di Novamont e Direttore della testata Valori
  • Librian Angraeni, Vice Direttrice Sustainability Manager & Stakeholder Engagement di Asia Pulp & Paper
  • Roberta Ianna, Senior Advisor Direzione per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

“Con un tasso di riciclo dell’80% e un tasso di recupero dell’88% gli imballaggi in carta e cartone si confermano tra i più sostenibili” precisa ancora Bertolini. “Ma per rendere veramente concreta quell’economia circolare che costituisce il futuro del nostro pianeta, bisogna prima di tutto limitare gli sprechi di risorse che persistono ancora in diversi settori come ad esempio quello alimentare.

A dimostrarlo, una ricerca condotta dall’Università Bocconi presentata a Cibus dal Club Carta e Cartoni di Comieco: l’introduzione di nuovi packaging “bio-based” può contribuire a migliorare la qualità della raccolta differenziata, limitando il ricorso alla discarica con un conseguente potenziale risparmio di milioni di euro.

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